Autofagia di Alaíde Ventura Medina è uno di quei romanzi brevi che però restano addosso con la pesantezza di qualcosa di molto più grande.
Non tanto per ciò che racconta in superficie, quanto per il modo in cui lo racconta: attraverso un corpo che si svuota, una mente che si sfalda, un’attesa che smette di essere semplice attesa e diventa uno stato totale dell’essere.